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giovedì 6 giugno 2013

Superare il blocco psicologico della parola sconosciuta

Capita anche a voi immagino di avere degli studenti che hanno il blocco di fronte ad una parola che non conoscono, allora ieri ho utilizzato il cloze per far passare il concetto che se anche non si capisce tutto di quello che si legge o si ascolta, non si perde il senso generale, grazie a tutte quelle facoltà che abbiamo e che ci permettono di creare ipotesi plausibili sui contenuti.
Così ho distribuito alla classe il testo che trovate sotto sul quale avevo annerito alcune parole. Ho chiesto loro di leggerlo e poi ho fatto le prime domande aperte di comprensione generale del primo blocco dopo il testo (quelle relative alle informazioni esplicite). Hanno risposto bene e allora è lì che ho fatto notare che anche se mancavano alcune parole, il senso generale della storia si comprendeva, e ho fatto il parallelo con le parole che non capivano quando si parla o si legge qualcosa. Sapete quando si vede una lucetta brillare negli occhi? Hanno toccato con mano che effettivamente è così, lo hanno sperimentato in maniera molto concreta. Insomma hanno capito.
Poi abbiamo continuato con l'immaginare quali parole potessero nascondersi sotto le mie cancellature e tutto è proseguito come un normale cloze. In questo caso mi interessava più far passare l'aspetto "psicologico"...sono sempre un po' fissata sull'aiutarli a sviluppare strategie di comunicazione. E' proprio un aspetto che mi interessa approfondire. Se avete testi, link o suggerimenti su questo scrivetemi!

mercoledì 27 marzo 2013

In classe: gioco di logica e connettivi


Oggi ho fatto una lezione ai "miei" ragazzi delle medie riuscita proprio bene! La condivido e vi lascio il materiale
Destinatari: ragazzi delle scuole medie
Obiettivo: Individuare le sequenze logiche di un racconto e approfondire l’uso dei connettivi

Prima della lezione: ho scelto un brano da un libro d’avventure (Graceling), l’ho riscritto semplificandolo, ho introdotto alcuni connettivi temporali; ho tagliato il testo in strisce e ho mescolato le frasi. Questo è un esercizio che si fa frequentemente, ma girando su internet non avevo trovato un testo per ragazzi con i connettivi che potessi utilizzare per la mia lezione, così ve lo allego sotto, magari vi serve!


Durante la lezione: Ho sintetizzato la situazione del racconto (senza approfondire troppo in modo da non condizionare la loro fantasia per la fase successiva), ho letto due o tre paragrafi per far capire l’atmosfera della storia dicendo che non era importante che capissero tutte le parole ma solo il senso;  ho proposto le strisce con le frasi e ho chiesto di ricomporle seguendo una logica; dopo abbiamo fatto una riflessione sul procedimento, la logica, l’osservazione anche della punteggiatura (in italiano una frase non termina con i due punti).
Poi ho proposto un esercizio di insiemistica: ho diviso la lavagna in tre colonne:  il prima, il mentre e il poi e ho fatto posizionare dei post-it che avevo preparato con i connettivi temporali

A questo punto ho chiesto di continuare la storia che avevano ricomposto a loro fantasia usando i connettivi. Quando si bloccavano li sollecitavo con una domanda o introducendo io un elemento o un connettivo.

Ecco il testo che ho rielaborato con alcune delle domande che ho fatto:

Da Graceling pag 12 e 13

Alla fine ne restava uno solo seduto di fronte alle sbarre della cella, in fondo al corridoio. Appena la vide l’uomo si alzò in piedi a fatica e sguainò la spada dal fodero.

Poi scattò verso di lei, “non mi fai paura” disse  Katje  che  evitò il colpo abbassandosi sotto la spada, si girò rapidamente, alzò una gamba e con il piede gli colpì la testa.

L’uomo cadde a terra.

Allora lei lo scavalcò e corse verso le sbarre e guardò dentro la cella.

Là vide una figura appoggiata al muro, troppo stanca e infreddolita per interessarsi al combattimento.

Teneva le braccia strette intorno alle gambe e la testa fra le ginocchia.

In quel momento tremava: Katje poteva sentirne il respiro. La ragazza si spostò un po’ e la luce illuminò la figura rannicchiata: vide i capelli, bianchi e cortissimi e colse uno scintillio dorato su una delle orecchie.

A questo punto capì che le mappe di Oll l’avevano guidata nel posto giusto:

quell’uomo era il Lienid che stava cercando.

Quante persone ci sono in questa storia?

 Possibili domande-stimolo:    chi è il Lienid, secondo voi?     Il Lienid ha paura di Katje?

Il soldato è morto o solo svenuto?    Chi potrebbe arrivare adesso?

La cella è aperta o chiusa? Se è chiusa come la apre? Come scappano? Dove si ritrovano?

Cosa potrebbe succedere adesso?

venerdì 15 febbraio 2013

Esperienze di tirocinio in aula

Se avete piacere di seguire una esperienza di tirocinio in aula, ogni tanto andate a dare un'occhiata a questo sito che ci segnala una collega
http://associazioneculturaleleoasi.blogspot.it/2013/02/tirocinio-ditalsaggiornamenti_14.html

venerdì 8 febbraio 2013

Esperienza: costituzione italiana in classe

Elena ci manda una esperienza di una sua associata che sta facendo tirocinio di italiano. Stanno leggendo in classe gli articoli della costituzione italiana. Eccovi il link   http://associazioneculturaleleoasi.blogspot.it/2013/02/tirocinio-ditalsaggiornamenti.html

giovedì 13 dicembre 2012

Insegnamento: empatia, rispetto e fantasia

Cari colleghi Antonio mi ha mandato questa sua esperienza. Era un commento ma mi sembra così interessante che mi fa piacere condividerlo come post. Non vi riconoscete anche voi? Grazie Antonio! Se qualcuno di voi vuole raccontarci le sue sensazioni e il suo percorso penso che sia un arricchimento per tutti.

Ciao Silvia
Ho letto con interesse il tuo blog e volevo parlare anche di coloro che si approcciano all' Insegnamento della Lingua Italiana nei corsi A0 o di prima alfabetizzazione.
 Dopo la laurea pensavo di trovare subito un lavoro in un centro interculturale o in una associazione dove avrei potuto lavorare con i giovani o progettare iniziative per loro coinvolgendo soprattutto i ns quartieri. Ma non fu cosi'. Avevo dato alcuni esami di "Italiano per stranieri" e ho detto a me stesso perche' non provare a insegnare. Non avevo mai pensato a questa opportunità e allora con entusiasmo mi sono buttato nelle diverse "arene" della citta' dove insegnavano Italiano per stranieri.
 La mia esperienza di questi due mesi mi ha insegnato diverse cose. Prime fra tutte la pazienza. Le frasi " E' facile" "Come non hai capito?" suonano come delle "note stonate" in un corso. Molti studenti hanno bisogno di fiducia, rispetto , sicurezza, non di mortificazione e purtroppo questo si vede nelle oscilliazioni periodiche delle loro presenze nei corsi.  Dietro ogni studente si cela una storia, un sogno, un illusione che noi insegnanti (che parolone) possiamo dargli aiutandoli a imparare la nostra lingua. Una volta che loro hanno acquisito queste capacità si puo' dare organizzazione e struttura alla lezione in modo sequenziale ma anche circolare ( ritornando sempre sugli argomenti precedenti ) facendoli parlare, scrivere, leggere, interagire, divertire. La loro lingua d'origine puo' essere utilizzata dall'insegnante per imparare di piu' sulla loro cultura . Deve essere un piacere per loro venire e non un peso. La cosa bella e' quando ti fanno vedere bollette del telefono, lettere per bloccare il servizio di Internet, lettere della banca, ecc oppure quando hanno curiosità e il tempo della lezione si allunga.
Non sono mai stato un buono studente e a scuola mi annoiavo molto perche' i miei professori non avevano voglia di trasmetterci nulla. Come un attore a teatro che quando vede uno spettatore assente o addormentato decide di puntare su di lui per attirare la sua attenzione la stessa cosa si verifica in una classe e il livello di attenzione deve sempre essere massimo.
Sicuramente non bastano le sopracitate capacità che l'insegnante trasmette agli studenti ( ricordiamoci che parliamo di volontariato e non di un vero e proprio lavoro anche se  lo considero tale per l'impegno ). Ma lavorando con questa "musica di sottofondo" sicuramente il piacere sara' anche dell'insegnante che meditera' non con superficialità la lezione, si allontanera' da una logica "stesse cose stessi risultati" e scoprira' anche di avere inventiva e fantasia nel proporre la lezione. Come dicevano i latini " Rem tene, verba sequentur" ( "Possiedi l'argomento e le parole seguiranno" ).
 Questa e' la mia esperienza. Antonio

martedì 11 dicembre 2012

L'Imperfetto e il Natale da piccoli

Oggi bella lezione...scusate io continuo a chiamarle così, ogni tanto imparerò a chiamarle unità didattiche! Era l'ultima prima delle vacanze. Abbiamo studiato l'imperfetto; il passato prossimo era già acquisito. Siamo partiti da un testo breve, un racconto al passato, ho chiesto di identificare i tempi che non conoscevano ancora (avevo inserito l'imperfetto qua e là con i suoi diversi tipi di utilizzo: ripetitività di un'azione, abitudine passata, racconto, azione prolungata nel tempo), da lì siamo passate a capire che le vocali "resistenti" (lo so questo non è un termine molto glottodidattico ma hanno capito bene) erano la A per i verbi in ARE (mangiAvo), la E per quelli in ERE (leggEvo)e la I per quelli in IRE (capIvo). Poi ho distribuito delle immagini che avevo stampato da google immagini sui nostri simboli del Natale (insomma tutti gli insegnanti prima o poi finiscono con il parlare del Natale in questi giorni!) e ho chiesto a ciascuno di raccontare il proprio Natale quando era piccolo partendo dall'immagine che aveva ricevuto: i dolci tipici che mangiavano, quando ricevevano i regali, se facevano l'albero o il presepe. Grande coinvolgimento generale. Interessante e anche un po' commovente. Abbiamo concluso con cioccolatini e torroncini, una versione natalizia del tarallucci e vino! :-)

lunedì 3 dicembre 2012

Parliamo di salute

La professoressa Aigotti ci ha suggerito al corso di portare nelle nostre classi  le scatole delle medicine e da lì costruire  una unità didattica sulla salute. Mi è sembrata una buona idea (ma come si fa a non averci pensato prima????!!). Così mi sono presa qualcuna delle numerosissime medicine inutilizzate della farmacia personale che tengo a casa, le ho rovesciate sul tavolo attorno al quale facciamo lezione e abbiamo cominciato.
Prima di tutto ho scoperto che le mie studentesse non avevano l'abitudine di leggere i bugiardini...in effetti sono incomprensibili ai più. Comunque abbiamo guardato insieme i titoli delle sezioni concentrandoci su: "indicazioni", "posologia" e "avvertenze". Abbiamo "scoperto" che molti farmaci sono anti: antinfiammatori, antidolorifici, antipiretici...Poi ho introdotto il metodo che ormai chiamiamo Sherlock Holmes (questo confesso che mi è saltato in mente lì per lì): quando non si conosce una parola complessa cerchiamo di scoprire se ne contiene una  che conosciamo (es fiamma in antinfiammatori) e da lì intuire un possibile significato del termine.  Ho chiesto di esaminare un bugiardino a coppie e di raccontarmi cosa fosse il farmaco (compresse, sciroppo....), come andasse preso e a cosa fare attenzione, senza entrare nel dettaglio.
Poi, considerato che sono tutte donne, ho parlato di Prevenzione Serena (una iniziativa  della Regione Piemonte per prevenire il cancro al collo dell'utero, alla mammella e al colon). Non la conoscevano e non conoscevano il termine prevenzione. E' stata l'occasione anche per parlare, in realtà sfiorare, il tema dell'imbarazzo per certe visite.  Il fatto che fossimo tutte donne ha aiutato.Vi allego il file che ho ricavato ricomponendo le informazioni principali dal sito di Prevenzione Serena (valida solo in Piemonte e per le residenti)...magari è utile anche a voi.
Se avete altre esperienze interessanti su questo tema condividiamole è uno dei più sentiti come potete immaginare e si affronta in ogni classe!

PREVENZIONE SERENA 

http://www.regione.piemonte.it/sanita/cms/prevenzione-serena.html

NUMERO VERDE per Torino:    800001141
Prevenzione del tumore al seno:

si rivolge alle donne tra i 50 e i 69 anni che ricevono un invito (se non si è ricevuto chiamate il numero verde) con appuntamento prefissato ogni due anni per fare una mammografia presso i Centri di screening.

Hanno diritto a fare la mammografia le donne tra 45 e 49 anni (ogni anno) e quelle tra 70 e 75 anni (ogni 2 anni) che si presentano spontaneamente presso i centri di screening
Prevenzione per il tumore al collo dell’utero

Lo screening per il tumore al collo dell’utero della Regione Piemonte prevede un Pap Test ogni tre anni per le donne tra i 25 e i 64 anni. Le donne di età tra 65 e 75 anni, che non abbiano effettuato almeno due pap test dopo i 50 anni hanno diritto al test presso i centri di screening.
Prevenzione per il tumore del colon e retto

Il programma prevede l’offerta della sigmoidoscopia a tutti i soggetti che compiono i 58 anni d’età, mentre per i soggetti che rifiutano quest’esame c’è la possibilità di effettuare il test FOBT (esame delle feci). A tutta la popolazione di età compresa tra i 59 e i 69 anni al momento dell’inizio del programma verrà offerto il FOBT ogni 2 anni.
Bisogna essere residenti in Piemonte

Mammografia, pap test ed altri eventuali accertamenti sono gratuiti e non occorre impegnativa del medico.

domenica 25 novembre 2012

Scambiamoci le esperienze

Ciao! questo è un blog aperto a tutti gli insegnanti di italiano a stranieri a partire dai miei "colleghi" del corso per gli esami Ditals 2013 del centro Interculturale di Torino, conto su di voi per cominciare a dare contenuti a Italiano in progress :-) 
Sentivo il bisogno di uno spazio in cui condividere le nostre esperienze: ad esempio una lezione che abbiamo fatto e che ha funzionato particolarmente bene, un dubbio che abbiamo, richieste ai colleghi, link che ci possono essere utili, giochi, esercizi, domande, libri che vogliamo segnalare, corsi di formazione...insomma quello che può essere utile scambiare sia per insegnare, sia per affrontare il Ditals.
Chiunque lo desideri venga a trovarci qui...siamo tutti in progress!